Attualità
Perú: le persone trans e non binarie sono definite “Malate di mente”
Un nuovo decreto del Ministero della Salute peruviano ha suscitato indignazione e preoccupazione a livello nazionale e internazionale.
Firmato dalla presidente Dina Boluarte, il decreto classifica le persone trans, non binarie e intersessuali come “malate di mente”, un passo indietro significativo per i diritti umani e l’uguaglianza nel paese.
Questo decreto del Ministero della Salute peruviano definisce “transessualismo“, “disturbo dell’identità di genere nei bambini“, il “travestitismo” e “altri disturbi dell’identità di genere“ come malattie mentali.
La decisione riprende terminologie e classificazioni obsolete che sono state abbandonate dalla maggior parte delle comunità mediche e scientifiche globali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, ha depennato la disforia di genere dalla lista delle malattie mentali già da un bel po’ di tempo, riconoscendola come una condizione legata alla sessualità.
La reazione al decreto è stata immediata e forte. Organizzazioni per i diritti umani, attivisti LGBTQ+ e la comunità internazionale hanno espresso il loro sconcerto.
Persino in Perù, le proteste non si sono fatte attendere. Numerose manifestazioni si sono svolte nelle principali città del paese, con partecipanti che esibivano cartelli con slogan come “Non siamo malati, siamo umani”e “Diritti uguali per tutti”.
La comunità LGBTQ+ peruviana teme che questo decreto possa alimentare ulteriori discriminazioni, violenze e difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari.
La presidente Dina Boluarte e il Ministero della Salute non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali che rispondano alle critiche internazionali. Tuttavia, fonti vicine al governo suggeriscono che il decreto mira a “regolamentare e fornire un quadro legale per trattare le problematiche legate all’identità di genere”.
Questa giustificazione, però, è stata ampiamente respinta dalla maggior parte degli attivisti che vedono in questa mossa un pericoloso ritorno a pratiche discriminatorie ormai superate.
Attualità
Emis Killa si ritira da Sanremo 2025: “Preferisco fare un passo indietro”
Emis Killa, uno dei nomi più noti del panorama rap italiano, ha deciso di ritirarsi dal Festival di Sanremo 2025. La notizia è stata diffusa dallo stesso rapper tramite un post sulle sue storie Instagram, lasciando i fan nello stupore più totale.
Inchiesta
La sua decisione arriva dopo settimane di tensioni legate a un’inchiesta che lo vede coinvolto per associazione a delinquere. Inoltre, il rapper è stato colpito da un Daspo che gli vieta l’accesso agli stadi, un fatto che ha alimentato discussioni riguardo la sua partecipazione alla competizione
La sua presenza al Festival, diventa quindi un capitolo chiuso, almeno per questa edizione. Il brano “Demoni“, con cui avrebbe partecipato al Festival, sarà dunque accantonato, ma non si esclude che in futuro venga rilasciato in altre modalità.
Le parole del rapper
“Apprendo oggi dai giornali che sono indagato (a me è stato notificato esclusivamente il daspo, che è un atto amministrativo e non penale) e se questo corrisponderà al vero sarà importante che l’indagine faccia il suo corso e la magistratura possa lavorare in serenità senza polemiche o pressioni e circhi mediatici.
Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo. Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e non partecipare.
Confido che tutto si risolverà al più presto, per il meglio, e spero di poter affrontare in futuro un Festival in cui ad essere centrale sia la musica, poter portare la mia canzone, parlare solo di quella e divertirmi, come avrebbe dovuto essere quest’anno e come è giusto che sia per tutti gli Artisti che decidono di mettersi in gioco e partecipare alla gara.”
Come si procederà adesso
In queste ultime settimane che ci separano dall’inizio del Festival, Carlo Conti ha annunciato che il rapper non sarà sostituito da nessun altro, di conseguenza i gareggianti saranno in 29.
Attualità
“Il Pescatore” di Olly: più di una semplice cover a Sanremo
Nella giornata di ieri, il presentatore del festival di Sanremo Carlo Conti ha svelato ed elencato tutti i duetti e le cover che ascolteremo nella quarta serata del Festival, in programma per venerdì 14 febbraio. Non mancano diversi omaggi a grandi artisti della musica italiana come Pino Daniele, Franco Califano e Fabrizio De André.
Il Pescatore: una pietra miliare della musica italiana
Quello su cui vogliamo soffermarci è proprio quest’ultimo: l’omaggio a Il Pescatore, brano che Olly eseguirà insieme a Goran Bregović e alla Wedding & Funeral Band nella serata delle cover. La magia che questa canzone racconta da più di cinquant’anni rappresenta una pietra miliare non solo nel repertorio di De André, ma anche della musica ligure, capace di dipingere l’essenza della città di Genova, sospesa tra il mare e l’entroterra, un territorio intriso di storie e poesia.
Olly, la nuova voce dello spirito genovese
Il giovane Olly, pur appartenendo a una generazione distante, incarna lo stesso spirito genovese, fatto di radici profonde e di una voglia incessante di guardare oltre l’orizzonte. Il capoluogo ligure diventa così il filo conduttore perfetto, rendendo Olly il portavoce di una tradizione che non dimentica, ma che osa rivisitare, donandole una luce nuova attraverso il suo stile elettrico e moderno.
Questa, però, non sarà la prima volta che Olly darà voce a questo capolavoro senza tempo. Nei suoi concerti, infatti, il giovane artista ha già accostato Il Pescatore di De André a una delle sue canzoni di maggior successo, Menomale che c’è il mare. Unendo questi due brani, il rispetto per il passato si fonde con l’urgenza di raccontare la propria generazione.
Il Pescatore x Menomale che c’è il mare
Esiste quindi la concreta possibilità che sul palco dell’Ariston questi due mondi, uniti dal mare, si incontrino di nuovo. L’ipotesi accende già l’entusiasmo dei fan più appassionati, promettendo un momento di grande intensità musicale ed emotiva.
Attualità
Tregua in Medio-Oriente: una nuova speranza tra Israele e Palestina
Ieri è stato annunciato il “cessate il fuoco” tra Israele e Palestina.
Ormai, da oltre 15 mesi, il territorio la Striscia di Gaza vive sotto attacco. Israele, in maniera più rumorosa, dopo l’attacco da parte di Hamas, ha perpetrato violenza nei confronti del popolo palestinese.
Leggi anche Israele usa il pianto dei neonati per attirare e colpire i civili palestinesi -Video
Alcuni sostengono che, pur di trattandosi di una vittoria, è necessario comprendere che non si tratta di un punto di arrivo, bensì di inizio. La tregua inizierà domenica con delle condizioni. Sostanzialmente, sui primi 33 rapiti che saranno rilasciati nella prima fase dell’accordo, Israele ha messo un paletto irrevocabile: devono essere tutti vivi. E i primi tre a tornare nel primo giorno di rilascio dovrebbero essere donne civili e bambini, tra cui Shiri e i due figli dai capelli rossi, di due anni e cinque anni e mezzo, Kfir e Ariel.
Nonostante la tensione sia alle stelle, anche per via di questi paletti, i video che circolano in rete mostrano i festeggiamenti dei cittadini palestinesi: c’è chi prega, chi si abbraccia e chi danza per la felicità.
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