Motori
F1: Le McLaren blindano ancora una volta la prima fila nelle prove libere.

Ultimo turno di prove libere prima delle qualifiche in Bahrain, e l’attesa è alta. Le squadre si preparano per rifinire gli ultimi dettagli in vista del sabato decisivo, tra simulazioni qualifica e long run per raccogliere dati utili in ottica gara. Tutti i big sono pronti a scendere in pista, ma il caldo e l’evoluzione della pista potrebbero giocare un ruolo chiave anche in queste prove libere 3.
L’azione in pista si é aperta con un clima torrido e i piloti ancora lontani dalle rispettive monoposto, preferendo attendere temperature più favorevoli. A rompere il ghiaccio ci ha pensato Oliver Bearman, subito in pista con gomme Hard nuove, seguito poco dopo da Esteban Ocon e Lewis Hamilton. Mentre Hamilton ha abortito il primo tentativo per una sbavatura in curva-11, Ocon ha segnato un 1:36.409, migliorando il crono del compagno di squadra.
Charles Leclerc ha cominciato la sua sessione su un set di Soft usate, lo stesso già impiegato nelle libere 2, mentre Ocon ha lamentato problemi di bouncing e Bearman ha sottolineato il grip molto basso rispetto al giorno precedente. Gasly e Doohan sono poi entrati in azione con Medium nuove, prima che le due Ferrari segnassero i primi riferimenti: Hamilton davanti a Leclerc di appena 57 millesimi. Lando Norris è stato tra i primi big a uscire con le Soft nuove, seguito da Yuki Tsunoda con le Hard. Norris ha subito dettato il ritmo con un 1:33.796, staccando nettamente Hamilton. Verstappen, nonostante un primo settore promettente, ha commesso un errore in curva-11 e si è subito lamentato via radio: “La macchina sembra terribile”. Con la pista più gommata e le condizioni in leggero miglioramento, Alonso ha strappato il secondo tempo, a quattro decimi da Norris, prima che Oscar Piastri mettesse tutti d’accordo con un super 1:33.324. Leclerc, intanto, risaliva in quarta posizione con 1:34.535, nonostante un piccolo cambio d’assetto. Verstappen è poi rientrato e, con una macchina migliorata, si è messo tra le due McLaren. Russell ha finalmente iniziato il suo programma e, con Medium nuove, ha segnato un tempo simile a quello di Antonelli. Il pilota inglese ha poi avuto un contatto ravvicinato con Lawson, suscitando la protesta del neozelandese via radio. Poco dopo, Russell è andato in testacoda in curva-11, commentando che era la sessione con meno grip mai vissuta.
Problemi anche per Nico Hulkenberg, costretto a fermarsi fuori pista in curva-8, ma senza bandiera rossa grazie al buon lavoro dei marshal. Una volta tornata la bandiera verde, Verstappen e gli altri big hanno montato le Soft nuove per la simulazione qualifica. Gasly ha sorpreso tutti con un 1:32.974, battendo Verstappen, ma è stato superato da un clamoroso 1:31.646 di Piastri. Nel frattempo, Tsunoda e Norris hanno commesso errori nei rispettivi giri veloci: il primo è andato lungo in curva-1, il secondo ha abortito il tentativo dopo un errore in curva-11. Le Mercedes hanno provato a rispondere con Russell e Antonelli alle spalle di Piastri, ma lontani oltre un secondo. Norris è tornato secondo con lo stesso treno di gomme ma a sei decimi dal compagno, mentre Leclerc si è inserito terzo a 8 decimi. Hamilton, invece, ha faticato molto con le Soft nuove, chiudendo decimo e lontano dal vertice. Nelle battute finali, Tsunoda è tornato in pista con le Hard usate per simulare un possibile passo gara.
La sessione si è conclusa con una McLaren dominante, una Ferrari in crescita e una Red Bull ancora alla ricerca del giusto bilanciamento. L’ultima parola, però, spetta alle qualifiche in programma alle 18:00 (ora italiana).
Motori
Oltre il limite: Il Gran Premio d’Olanda

La Formula 1 torna finalmente in pista dopo la pausa estiva in uno dei circuiti più avvincenti e discussi del calendario: il circuito di Zandvoort, casa di Max Verstappen. Anche qui, l’attenzione sarà tutta sulla lotta per il titolo piloti tra i due compagni di squadra del team di Woking, che continua a dominare la stagione senza lasciare scampo agli avversari.
Il circuito olandese, situato tra le dune di sabbia vicino ad Amsterdam, è tornato a far parte del calendario della categoria nel 2021, dopo una lunga assenza dal 1985. Il suo ritorno è stato possibile in gran parte grazie al successo del campione nazionale Max Verstappen e al rinnovamento delle strutture. Con una lunghezza di 4.259 km e 14 curve, la pista vanta un layout che non facilita i sorpassi, i quali avvengono quasi esclusivamente alla prima staccata, dopo il rettilineo del traguardo. Questa peculiarità crea una duplice natura del tracciato, rendendo il Gran Premio d’Olanda così imprevedibile: a volte, le condizioni miste mettono in risalto il vero talento dei piloti, mentre in altre occasioni si assiste a gare noiose e quasi prive di azione. Tuttavia, in questo weekend è di fondamentale importanza per le strategie di gara la gestione gomme, le quali si consumano significativamente in ogni settore. Il record assoluto sul giro appartiene a Lewis Hamilton, che nel 2021 ha fermato il cronometro sul tempo di 1:11.097.
Le previsioni meteo per questo fine settimana a Zandvoort indicano la possibilità di precipitazioni, un fattore che potrebbe sicuramente promettere un grande spettacolo per tutti gli appassionati. Inoltre, il circuito anche quest’anno ospita la F1 Academy, che aggiungerà ulteriore spettacolo e un tocco di freschezza al fine settimana di gara.
Di seguito gli orari del weekend del Gran Premio d’Olanda:
Venerdì 29 agosto
10:10 Prove Libere 1 F1 Academy
12:30 Prove Libere 1 F1
16:00 Prove Libere 2 F1
17:30 Prove Libere 2 F1 Academy
Sabato 30 agosto
10:25 Qualifiche F1 Academy
11:30 Prove Libere 3 F1
15:00 Qualifiche F1
17:05 Gara 1 F1 Academy
Domenica 31 agosto
10:40 Gara 2 F1 Academy
15:00 Gara F1
Motori
MotoGP: Top & Flop GP d’Austria

Ieri al Red Bull Ring si è consumato un altro capitolo epico nella saga di Marc Márquez: ha finalmente spezzato la sua “maledizione” su questo circuito, conquistando la prima vittoria in Austria, nella 1000ª gara della classe regina, e inanellando la sesta vittoria consecutiva in stagione. Partendo dalla quarta casella in griglia Márquez ha sfoderato tutta la sua esperienza, aspettando il momento giusto e sfruttando al meglio lo scivolo aerodinamico per superare Marco Bezzecchi a fine gara.
Top
1. Marc Márquez – Strategia da manuale e mentalità da campione
Finalmente vittorioso al Red Bull Ring, Márquez ha gestito superbamente pneumatici e ritmo, andando a caccia del podio al momento giusto e imponendo il suo controllo magistrale.
2. Fermin Aldeguer – Il rookie che fa sognare
Da outsider a protagonista: Aldeguer ha rimontato fino al secondo posto, dimostrando talento, freddezza e classe. La sua prima stagione in MotoGP potrebbe riservarci molte altre sorprese.
3. Marco Bezzecchi – Cuore e caparbietà da pole
Partito in pole position e leader per gran parte della gara, Bezzecchi ha resistito alla pressione di Márquez e Aldeguer, portando comunque un podio storico per Aprilia. Ed è già pronto a ritentare.
Flop
1. Francesco Bagnaia – Solito dominatore… ma non stavolta
Ultimamente imbattuto su questo circuito, Bagnaia ha invece arrancato, scivolando fino all’ottavo posto, segno chiaro di un weekend anonimo su una pista che l’aveva amato finora.
2. Álex Márquez – Penalizzato dalla sfortuna
Con una lunga penalità (long-lap) da scontare dopo una manovra in Brno, Alex ha compromesso la sua gara fin dalle battute iniziali, chiudendo solo in decima posizione.
3. Jorge Martín – Brivido e botto… ma niente più
Doppio scivolone per Martín: il primo innocuo, il secondo più serio, avvenuto alla curva 7 mentre lottava per entrare nella top-10. Fortunatamente ha potuto tornare a piedi al box e sarà regolarmente al via in Ungheria.
Motori
Motogp: Marquez trionfa in Austria: prima vittoria al Red Bull Ring

Marc Marquez continua a riscrivere la storia della MotoGP. Sul tracciato del Red Bull Ring, uno dei pochi rimasti ancora fuori dal suo palmarès, lo spagnolo ha conquistato la sua prima vittoria in carriera in Austria, centrando l’ennesima doppietta di una stagione che sembra ormai segnata dal suo dominio.
Il leader del Mondiale ha costruito il successo con la solita freddezza: dopo una partenza guardinga, ha lasciato sfogare gli avversari nella prima metà di gara, salvo poi piazzare la zampata decisiva nel momento più delicato. Quando la corsa è entrata nel vivo, il #93 ha preso in mano il ritmo con una costanza impressionante, mettendo in fila gli avversari e tagliando il traguardo in solitaria.
Alle sue spalle, applausi a scena aperta per Fermín Aldeguer, autore di una rimonta travolgente che lo ha portato fino al secondo gradino del podio. Il giovane spagnolo ha confermato di essere ormai una realtà e non più una sorpresa, tenendo a bada avversari di grande esperienza.
Sul podio anche Marco Bezzecchi, protagonista di una gara tutta cuore e coraggio: il pilota del VR46 ha guidato la corsa per diversi giri, resistendo al ritorno delle Ducati ufficiali prima di dover arrendersi alla superiorità tecnica e al passo degli avversari. Il terzo posto, però, vale come una vittoria, soprattutto per come è maturato.
Ai piedi del podio si ferma Pedro Acosta, quarto con una prestazione solida ma senza acuti, mentre Enea Bastianini chiude in quinta posizione davanti a Joan Mir, che ritrova sensazioni positive dopo un periodo complicato. Settima piazza per Brad Binder, mai veramente incisivo, e solo ottava per Francesco Bagnaia, autore di un finale in netto calo che lo ha visto scivolare nelle retrovie dopo una partenza incoraggiante.
Giornata nera per Jorge Martin, incappato in un’altra caduta che lo costringe al ritiro. Per fortuna lo spagnolo è uscito illeso dall’incidente, come confermato dai controlli al centro medico.
Con questo successo, Marquez non solo consolida la leadership del Mondiale, ma manda un messaggio chiarissimo ai rivali: al momento, è lui l’uomo da battere.
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