Sport
Tennis: Alcaraz vince l’Indians Wells

Durante il corso della notte italiana, in California si è disputata la finale del Master 1000 degli Indian Wells, tra Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev; attualmente lo spagnolo è secondo nel ranking ATP, dopo aver battuto Jannik Sinner in semifinale e aver conservato il piazzamento in mentre il russo è sceso in quarta posizione.
La sfida è stata epica, soprattutto nel primo parziale. Alcaraz e Medvedev, due gladiatori moderni, si sono fronteggiati a viso aperto, scambiando colpi di rara potenza e precisione. Un break per parte, un’altalena di emozioni che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Ma alla fine, nel tie-break, è stata la tenacia di Alcaraz a prevalere. Nel secondo set, lo spagnolo ha dato sfoggio di tutta la sua classe e del suo talento. Un break fulmineo ha aperto le porte ad un dominio incontrastato. Medvedev, impotente di fronte alla furia di Alcaraz, ha ceduto il passo, arrendendosi al punteggio di 6-1. Non è solo la vittoria in sé a rendere questo successo speciale. È il modo in cui Alcaraz l’ha ottenuta, con grinta, determinazione e una maturità tattica che lascia a bocca aperta. Sembra quasi che il giovane spagnolo abbia ritrovato la scintilla che lo scorso anno lo aveva portato a conquistare Wimbledon.
Nonostante si siano appena conclusi gli Indian Wells; la settimana prossima, Alcaraz sarà a Miami. Il torneo sarà l’ennesima prova del fuoco per il nostro campione, che non ha intenzione di fermarsi qui.
Motori
McLaren domina le prove libere del GP del Giappone: Piastri e Norris al comando

Nel weekend del Gran Premio del Giappone a Suzuka, le prove libere hanno visto una netta supremazia da parte di McLaren. Nella prima sessione, Lando Norris ha ottenuto il miglior tempo con 1:28.549, seguito da George Russell e Charles Leclerc.
Nella seconda sessione, Oscar Piastri ha superato Norris, fermando il cronometro a 1:28.114. Isack Hadjar, con la Racing Bulls, ha sorpreso tutti piazzandosi al terzo posto, mentre Lewis Hamilton ha chiuso quarto con la Ferrari, a soli 0.430 secondi di distacco. Charles Leclerc si è posizionato settimo.
Le sessioni sono state caratterizzate da diverse interruzioni, inclusa una bandiera rossa causata da un incendio sull’erba, probabilmente provocato da scintille delle monoposto. Un incidente significativo ha coinvolto Jack Doohan dell’Alpine, che ha perso il controllo della vettura, finendo nella ghiaia. Fortunatamente, il pilota è uscito illeso ed è stato portato al centro medico per accertamenti.
Dunque, McLaren ha dominato le prove libere, con Piastri e Norris al comando. Ferrari ha mostrato segnali di competitività, mentre incidenti e interruzioni hanno reso le sessioni di questa notte particolarmente movimentate.
Calcio
Coppa Italia, semifinali d’andata: Tris del Bologna, le milanesi si giocano tutto al ritorno

Empoli-Bologna (A cura di Tommaso Patti)
Tre gol per archiviare la finale. Dallinga e Orsolini fanno sognare il Bologna
In un sfida storica per entrambe le squadre, l’andata tra Empoli e Bologna termina con un sonoro tre a zero per i rossoblù. Dopo aver raggiunto per la prima volta la semifinale di Coppa Italia eliminando a sorpresa la Juventus, l’Empoli ospita il Bologna nella prima semifinale d’andata in programma. D’altro campo, anche per i rossoblù la sfida ha un sapore particolare: l’ultimo trionfo dei felsinei risale addirittura alla stagione 1973/74 nel match vinto ai rigori contro il Palermo. Il cammino delle due outsider ha visto oltre all’eliminazione della Juve per mano dei toscani, anche l’eliminazione dell’Atalanta sotto il segna del ‘Totò’ Castro nel turno precedente. Già dai primi minuti di gioco, la superiorità del Bologna si vide a occhio nudo rispetto ai padroni di casa, che affrontano comunque un buon inizio di gara, supportati da un Castellani sold out per una delle sfide più importanti della storia del club. Nonostante un iniziale equilibrio in mezzo al campo, il Bologna si dimostra più caparbio nell’attaccare la difesa avversaria, andando vicino al gol del vantaggio con Orsolini, abile nell’attaccare la profondità e prendere il tempo alla difesa di casa, ma non abbastanza preciso nel piazzare il diagonale che poteva valere il vantaggio rossoblu dopo appena due minuti. La conclusione di Orsolini, senza dubbio l’uomo più in forma della propria squadra, non demoralizza l’Empoli, che sfrutta lo scatto di Colombo per far salire la propria linea difensiva. La fame del Bologna di aggredire subito l’avversario si ripete, e questa volta i felsinei trovano la rete del vantaggio con Orsolini dopo un’azione nata da un cross di Odgaard che non viene raccolto da Dallinga, ma viene raccolto dal numero sette rossoblu che batte Seghetti e sigla l’1-0. Il gol subito sembra non toccare i giocatori dell’Empoli, che provano a reagire sfruttando l’abilità dei propri esterni. Proprio come una grande squadra però, il Bologna sente il momento di difficoltà degli azzurri e sferra l’ennesimo attacco dall’out di sinistra con Miranda, che manda in porta Dallinga, autore un gol importantissimo per indirizzare subito la partita, e fatale per il morale dell’Empoli, sotto di due gol dopo meno di mezz’ora. Seppur con due stati d’animo, sia i cinquemila tifosi provenienti da Bologna, sia i quindicimila spettatori di casa, sostengono la propria squadra, creando una bellissima atmosfera al Castellani. Prima dell’intervallo, Solbakken riceve una spizzata di testa da parte di Fazzini, che lancia l’ex romanista verso la porta, difesa perfettamente da Skorupski al momento della conclusione del norvegese. Dato il momento di difficoltà, D’Aversa richiama i propri giocatori, incitandoli a non abbassare la guardia e a non buttare la palla come già accaduto in gran parte del primo tempo.
Con solamente il 25% di possesso palla, D’Aversa decide di cambiare qualcosa, togliendo dal campo due classi 2006 (Bacci e Tosto), ed inserire Pezzella e Sambia, nel tentativo di dare alla propria squadra maggiore esperienza e una capacità superiore nel tenere e giocare il pallone. Oltre ai due centravanti, lo schema degli azzurri è quello di portare sulla linea degli attaccanti anche un centrocampista, in questo caso Sambia, autore di una buona giocata nella prima occasione importante della ripresa.
Nel miglior momento degli azzurri, il Bologna cala il tris grazie al pallone di Odgaard che lancia in profondità Ndoye, bravo nel servire a centro area Dallinga, che da due passi non sbaglia e segna la sua seconda rete della serata.
Nonostante il tre gol di svantaggio, l’idea dell’Empoli di aggiungere una pedina in più all’attacco sembra una chiave tattica funzionale: lo scambio tra Colombo e Gyasi manda in tilt la difesa rossoblu, salvati dall’ennesimo intervento di Skorupski. Nei restanti minuti di gara, il Bologna va più volte vicino alla quarta rete con il tiro di Dallinga murato da Seghetti a pochi centimetri dalla linea di porta, e successivamente con la conclusione del neo entrato Cambiaghi che termina sul primo palo. Dopo quattro minuti di recupero, termina una sfida ricca di occasioni da entrambe le parti, ma a senso unico dal punto di vista realizzativo e della finalizzazione.
Per l’Empoli era già un grandissimo risultato essere tra le prime quattro squadre della Coppa Italia, ma il cammino dei toscani terminerà con molta probabilità nella sfida di ritorno prevista per il 24 aprile. Sempre con alta probabilità, il Bologna strapperà il pass per la finale, che si terrà allo stadio Olimpico di Roma il 14 maggio. L’ennesima prestazione di altissimo livello di Dallinga e Orsolini, permette agli uomini di Italiano di sognare ancora una volta in grande, forti della consapevolezza dei propri mezzi e di una rosa che contiene sempre di più un mix equilibrato di giovani talenti e calciatori con grandissima esperienza, quest’ultima che può essere una chiave importantissima per il Bologna per riuscire a sfatare il mito della finale o addirittura della vittoria.
Milan-Inter (A cura di Marco Rizzuto)
Il derby di Milano si accende gradualmente, ma la vera esplosione è rimandata al ritorno. Calhanoglu replica ad Abraham, rendendo il pronostico sulla finalista più incerto che mai.
Dopo la doppia eliminazione delle romane ai quarti di finale di Coppa Italia a febbraio, Inter e Milan si affrontano nel derby che chiude la fase d’andata della final four. L’incontro si prospetta sin da subito interessante, dati i tre incontri disputati precedentemente nel corso della stagione odierna, che vedono i rossoneri imbattuti, con il trofeo della Supercoppa Italiana scucito ai nerazzurri in finale. La fase inziale dell’incontro vede regnare l’equilibrio ma nonostante ciò, non mancano le occasioni da gol da entrambe le fazioni. Si alternano fasi di ripartenze e contropiedi a veri e propri coast to coast da una difesa all’altra. Il palleggio nerazzurro, almeno inizialmente, non riesce ad imporsi, complice l’assenza tra i titolari di Mkhitaryan. Al suo posto Frattesi, mezz’ala molto più frenetica in mezzo al campo, imprecisa nel mantenere la stessa lucidità da palleggiatore, dote aggiunta dell’armeno. Questa mancanza permette ai ragazzi di Conceicao la riconquista di diversi palloni nella metà campo avversaria, smorzando i contropiedi avversari e favorendo le incursioni rossonere. La più grande palla gol dei diavoli passa tra i piedi di Reijnders: di no look favorisce l’inserimento di Leao che col piede debole prova la rasoiata sul secondo palo, deviata in angolo da un’ottimo intervento di Martinez. Con lo scorrere delle lancette, il derby entra nel vivo mostrandosi sempre più colorato e regalando maggiore agonismo e spettacolo, nonostante le tante assenze. Nell’ultimo minuto del primo tempo l’Inter replica costringendo Maignan al miracolo: Thuram si svincola bene in area di rigore e crossa in mezzo per Frattesi, l’estremo difensore francese sventa in tuffo negando il vantaggio allo scadere
Con l’inizio della ripresa, lo spettacolo sale ulteriormente di livello e il Milan spezza il ghiaccio dopo appena due minuti: la sfera rimpalla tra Fofana e Frattesi favorendo Abraham, che brucia Bisseck prendendo posizione dentro l’area e battendo Martinez sul palo lontano. L’inglese sigla la sua terza rete in Coppa Italia in sole due presenze, caricandosi la squadra sulle spalle in questa competizione. Il gol subito dai nerazzurri costringe Inzaghi a mettere mano alla panchina anzitempo, tre cambi mirati con l’obiettivo di rendere più offensiva e cinica la sua formazione: Mkhitaryan per Frattesi, Zalewski per Carlos Augusto e Pavard per l’ammonito Bisseck. Le scelte di Simone Inzaghi si rivelano propedeutiche e i nerazzurri la pareggiano poco prima del 70′: Barella pesca Correa in centro area, l’argentino serve a rimorchio al limite Calhanoglu che mette in mostra le straordinarie doti balistiche con una fucilata che buca Maignan. La rete del pareggio suona l’allarme nella panchina dei rossoneri. Conceicao infatti, effettua prontamente la prima sostituzione, richiamando in panchina Jiménez per Sottil. Ad un quarto d’ora dal triplice fischio, Gimenez e Joao Felix subentrano per Abraham e un insufficiente Pulisic. La fase finale della gara rischia di diventare un vero e proprio incubo ad occhi aperti per il Milan: il pallone messo in mezzo da Thuram spiove al centro dell’area e Walker liscia clamorosamente il pallone, spalancando la porta a Zalewski che deve solo appoggiare da pochi metri, ma Maignan, nega la rete con un uscita monumentale che salva i rossoneri, ancora scossi dalla rete del pareggio. A cinque dalla fine, Leao chiude la sua partita sfiorando l’eurogol a giro, ma il pallone termina di poco a fil di palo, poi il portoghese abbandona il campo facendo spazio a Chukwueze. Allo scadere del terzo minuto di recupero, l’arbitro Fabbri rinvia tutto al match di ritorno che prospetta grande spettacolo. I nerazzurri di Inzaghi restano l’unico club italiano ancora in corsa su tutti e tre i fronti, mentre i rossoneri si preparano a dare il tutto per tutto nei 90 minuti decisivi del 23 aprile. Inoltre, un dato incredibile continua a ‘perseguitare’ il Milan: le Semifinali d’andata di Coppa Italia sono un binomio indigesto, che non hanno mai portato una vittoria ai rossoneri nella loro storia.
Questo pareggio più che giusto, rispecchia a pieno l’andamento della gara. Nella prima frazione i ragazzi di Conceicao hanno preso bene le misure agli avversari, facendo leggermente meglio dei nerazzurri. La situazione si è ribaltata con i cambi di Inzaghi dopo il vantaggio rossonero. La rete di Abraham (al momento infermabile in Coppa Italia), ha costretto il ‘demone di Piacenza’ a ricostruire il classico trio della metà campo nerazzurra. Con l’ingresso di Mkhitaryan, i nerazzurri hanno ritrovato la chiave per sovrastare la controparte rossonera, riuscendo ad imporsi per possesso palla e pericolosità. Tra i grandi protagonisti di questo derby d’andata, impossibile non citare Abraham e Maignan per i rossoneri. Come Holly e Benji, il primo trascina la squadra in avanti, mentre l’estremo difensore si distingue per diversi interventi decisivi ai fini del risultato finale. Insufficiente la prestazione di Pulisic, che non è riuscito ad impattare quanto sperato nella trequarti. Tra le fila nerazzurre, Calhanoglu si è reso protagonista siglando il gol del pari con una bordata dal limite, imparabile per Maignan. Tuttavia, è importante sottolineare anche l’importante prestazione di Correa. L’assenza di Lautaro Martinez pesava, ma tra sacrificio e qualità non ha sfigurato, servendo l’assist per il pareggio. Da matita rossa la prestazione di Frattesi, facilitando il lavoro degli avversari nel primo tempo.
Motori
Oltre il limite: Gran Premio del Giappone

Dopo una settimana di pausa, la Formula 1 è pronta a riaccendere i motori per la terza tappa del Mondiale. La fioritura dei ciliegi regala ogni anno emozioni uniche a chi ha l’onore di vedere il Giappone tingersi di rosa, ma questa volta il Suzuka International Circuit potrebbe colorarsi di un’altra sfumatura.
Archiviato il Gran Premio della Cina, le aspettative per il weekend non sono delle migliori per diverse squadre, ad eccezione della McLaren. Per gli avversari si preannuncia un altro dominio del team papaya, ma attenzione ai nuovi pacchetti di aggiornamenti che alcune squadre, come la Scuderia Ferrari, porteranno in pista. Il team italiano, dopo la doppia squalifica, ha bisogno di riscatto, soprattutto su questo circuito, che nel 2014 ha visto spegnersi la luce di Jules Bianchi. La SF-25 avrà diversi aggiornamenti, a partire dal nuovo fondo—lo stesso che ha causato la squalifica in Cina—fino alle nuove sospensioni posteriori, probabilmente la causa delle mancate prestazioni in qualifica. Per la Ferrari sarà un vero tour de force per conquistare punti importanti in ottica campionato.
Ma i cambiamenti non riguardano solo la Ferrari: anche in Red Bull ci sono novità. Dopo appena due gare, il team austriaco ha licenziato Liam Lawson, facendo spazio a Yuki Tsunoda, che avrà l’opportunità di debuttare con la Red Bull proprio sul circuito di casa. Tuttavia, il giapponese non avrà molto tempo per adattarsi alla nuova vettura, dato che Helmut Marko è sempre vigile sulle prestazioni dei suoi piloti. L’attenzione ai giovani talenti è un aspetto sempre più rilevante in Formula 1. Da un paio d’anni, i rookie hanno la possibilità di disputare almeno due sessioni di FP1 per fare esperienza nella categoria. A inaugurare questa opportunità nel weekend giapponese sarà Alpine, che farà scendere in pista Ryo Hirakawa al posto di Jack Doohan per la prima sessione di prove libere. Il pilota giapponese, attualmente impegnato con Toyota nel WEC, avrà così un primo assaggio della Formula 1. Il Gran Premio del Giappone è un evento di grande importanza anche per gli sponsor, e per l’occasione molte squadre sfoggeranno livree speciali. Tra le più attese c’è quella della Red Bull, che omaggerà Honda con una livrea completamente bianca. Anche Haas ha deciso di rendere omaggio alla fioritura dei ciliegi, sfoggiando una livrea celebrativa. Oltre alle vetture, anche diversi piloti indosseranno caschi speciali per l’evento.
Il Suzuka International Circuit si distingue per la sua forma a “8”, l’unico tracciato della Formula 1 con un tratto sopraelevato che attraversa un altro segmento della pista. Questo layout offre un mix di curve veloci, sezioni tecniche e rettilinei strategici, rendendolo un tracciato estremamente esigente dal punto di vista del bilanciamento della vettura e delle capacità di guida. Il carico aerodinamico medio-basso impone un’attenta gestione dell’assetto, rendendo ogni giro una sfida per i piloti.
Per gli appassionati italiani, sarà un altro weekend da sveglia all’alba a causa del fuso orario.
Orari del Gran Premio del Giappone
Venerdì 4 aprile
- 04:30 – FP1
- 08:00 – FP2
Sabato 5 aprile
- 04:30 – FP3
- 08:00 – Qualifiche
Domenica 6 aprile
- 07:00 – Gara
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