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Attualità

Assange libero: tornerà in Australia dopo 5 anni di prigionia

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Fonte Immagine: Milano Today

Dopo 14 anni di calvario giudiziario, Julian Assange è tornato libero.

Il giornalista australiano, fondatore di Wilileaks, è stato perseguitato dalla giustizia dal 2010, anno in cui Assange svelò al mondo intero i crimini di guerra di matrice statunitense.

Dal 2019 era rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Londra, dove rischiava una pena di 175 anni.
Attualmente ha lasciato il Regno Unito e  dovrà patteggiare con la giustizia americana.

Leggi anche: Caso Assange: Concesso un nuovo appello contro l’estradizione in Usa

IL COMMENTO DELLA MOGLIE

Stella Assange, moglie di Julian, in un’intervista alla Bbc ha commentato la felice notizia del suo rilascio, dopo anni di intense battaglie, dicendosi “euforica e incredula sul fatto che Julian sia libero“.
Inoltre, la moglie del giornalista, ha aggiunto che il patteggiamento con le autorità americane,  sarà attuato nel momento in cui un giudice americano lo convaliderà domani nelle Isole Marianne.

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Attualità

La partita del cuore: in campo politici e cantanti per una buona causa

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Ieri sera Rai 1 ha trasmesso la partita del cuore, l’evento benifico arrivato alla sua 33a edizione, che quest’anno a L’Aquila ha visto la Nazionale Cantanti sfidare i politici.

LA SQUADRA CHE NON TI ASPETTI

A rappresentare i politici vi erano esponenti di tutti i posizionamenti, guidati dal Presidente del Senato Ignazio la Russa, che ha svolto la carica di commissario tecnico.

Ma la vera sorpresa è stata quella di vedere in campo leader politici rivali e contrapposti, capaci di fare squadra per una giusta causa, come Giuseppe Conte e Matteo Renzi, che in campo hanno fatto vedere le loro eccellenti qualità tecniche.
Inoltre nella squadra dei politici vi era anche la leader del PD Elly Schlein, che ha disputato un’ottima partita, mentre tra i pali c’è stato inizialmente il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, sostituito poi nel secondo tempo da Angelo Bonelli dei Verdi.

CHI SONO I VINCITORI?

Tecnicamente a vincere l’incontro sono stati i politici, che hanno sconfitto ai calci di rigore la Nazionale Cantanti, ma la vittoria più importante è stata quella della solidarietà, essendo che l’obbiettivo è stato quello di raccogliere fondi con il 45585, per poi essere devoluti al reparto Pediatria dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila e all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

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Attualità

Gaza, Israele non si ferma: colpita una scuola gestita dall’Onu

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Secondo quanto riportato dalla difesa civile di Hamas , l’esercito israeliano ha eseguito 5 raid nel nord, nel centro e nel sud di Gaza, uccidendo 57 persone.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Un funzionario della protezione civile, Mohammad Al-Moughaïr, ha comunicato che nella giornata di ieri,  ci sono stati 48 morti in “tre massacri avvenuti in meno meno di un’ora”. 

I primi 3 raid hanno avuto luogo in una stazione di Al-Mawasi, città situata a sud della Striscia di Gaza, in una scuola ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA), e in una zona limitrofa alla rotatoria della città di Beit Lahia.

LE GIUSTIFICAZIONI DI ISRAELE

In merito a questi attacchi , l’esercito israeliano in un comunicato, ha affermato di aver preso di mira “terroristi che utilizzano una scuola dell’Unrwa nella regione di Nusseirate “un’azienda leader della Jihad islamica “, aggiungendo che hanno adottato numerose misure per ridurre il rischio di colpire i civili, ma in realtà queste misure non sono state applicate, mettendo in pericolo la vita dei civili.

IL MASSACRO INOSSERVATO

Ancora una volta si assiste a degli episodi terribili, di civili palestinesi uccisi da quelli che pochi hanno il coraggio di definirli nella maniera più opportuna, ossia terroristi israeliani.

Peraltro prosegue l’allineamento militarista pro-Israele da parte dell’Unione Europea, sempre più subordinata dai principali corresponsabili di tale evento, gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la stampa , non è da meno la scarsezza informativa che persiste nel raccontare questi scenari, ad esempio nei principali quotidiani italiani la notizia del raid israeliano che ha distrutto una scuola , gestita dalle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, non ha avuto un posizionamento centrale.

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L’eliminazione delle zanzare: un sogno o un incubo ecologico?

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Foto: Pngtree

Negli ultimi decenni, (soprattutto dopo l’esperimento dell’Imperial Collage di Londra sull’alterazione del gene femminile delle zanzare che ne evita la riproduzione), sembra che l’idea di un mondo senza zanzare abbia solleticato l’immaginazione di scienziati e cittadini stanchi delle punture pruriginose e delle malattie che questi insetti trasmettono.

Ma cosa accadrebbe davvero se riuscissimo a eliminare completamente le zanzare? Le risposte a questa domanda sono complesse e coinvolgono una serie di implicazioni ecologiche e sanitarie.

UN MALE NECESSARIO?

Le zanzare sono spesso viste come una piaga, ma svolgono anche ruoli ecologici importanti. Questi insetti rappresentano una fonte di cibo essenziale per molti organismi.

Larve di zanzara sono predate da pesci, anfibi e altri invertebrati acquatici, mentre le zanzare adulte sono cibo per uccelli, pipistrelli e altri insetti.

Eliminando le zanzare, potremmo causare un effetto a catena su questi ecosistemi, con conseguenze difficili da prevedere; nonostante alcuni scienziati sostengono che altri insetti potrebbero sostituire il ruolo delle zanzare nella catena alimentare, tuttavia, la velocità e l’efficacia di tale sostituzione rimangono incerte.

La perdita di una specie può creare vuoti ecologici che potrebbero richiedere molto tempo per essere colmati, con effetti negativi sui predatori che dipendono dalle zanzare per la loro sopravvivenza.

Rich Merrit, docente dell’università del Michigan, (che ha studiato le zanzare per 25 anni) sembra essere fortemente convinto che  eliminare le zanzare depriverebbe molti pesci, uccelli e rettili di una fonte di cibo, e alcune piante di un impollinatore fondamentale.

LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE

Uno dei principali argomenti a favore dell’eliminazione delle zanzare è la riduzione delle malattie che trasmettono, come la malaria, la dengue, il virus Zika e la febbre gialla. Queste malattie causano milioni di morti e affliggono miliardi di persone ogni anno.

La scomparsa delle zanzare portatrici di queste malattie potrebbe salvare innumerevoli vite e ridurre notevolmente le spese sanitarie globali.

Tecnologie innovative come la modifica genetica e il rilascio di zanzare sterili sono state proposte come soluzioni per ridurre o eliminare popolazioni di zanzare pericolose. Ad esempio, l’uso di zanzare geneticamente modificate per produrre prole non vitale ha già mostrato risultati promettenti in alcune regioni.

Tuttavia, queste tecnologie sollevano preoccupazioni etiche e pratiche.
Quali saranno le conseguenze a lungo termine di tali interventi?

Possiamo prevedere tutti gli effetti collaterali ecologici e genetici?

IMPLICAZIONI ETICHE E MORALI

L’eliminazione di una specie, anche se dannosa per l’uomo, pone dilemmi etici significativi. Abbiamo il diritto di estinguere una specie per il nostro beneficio? E quali sono le conseguenze morali di una tale azione? La biodiversità del nostro pianeta è il risultato di milioni di anni di evoluzione, e ogni specie ha un ruolo nel mantenimento degli equilibri ecologici.

Inoltre, le zanzare non sono solo parassiti; alcune specie sono impollinatori, contribuendo alla riproduzione di piante selvatiche. L’eliminazione di questi insetti potrebbe quindi avere ripercussioni anche sulla vegetazione.

La prospettiva di un mondo senza zanzare è attraente per molti, specialmente per coloro che vivono in regioni afflitte da malattie trasmesse da questi insetti. Tuttavia, le conseguenze ecologiche, sanitarie ed etiche di tale intervento sono complesse e richiedono un’attenta considerazione.

L’eliminazione delle zanzare potrebbe sembrare un sogno, ma potrebbe anche trasformarsi in un incubo ecologico. Prima di parlare di “estinzione” vera e propria, bisognerebbe dunque trovare soluzioni che proteggano la salute umana senza compromettere l’equilibrio del nostro fragile ecosistema.

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